C’era una volta, un maestoso albero che si ergeva sulla cima di un’erbosa collina. I suoi rami si protendevano in alto, verso il cielo e nelle altre direzioni, per scrutare e vegliare sui terreni circostanti. Tutti conoscevano il grande albero. I contadini, gli artigiani e persino i bambini sapevano che quell’albero era la tana di un raro animalotto che di tanto in tanto faceva capolino dalla sua umile casuccia per godersi il panorama e per farsi baciare in viso dai raggi del sole. Alcuni dicevano avesse la sagoma di una caramella con il pelo bianco a chiazze rosse, altri dicevano avesse il pelo rosso a chiazze bianche. Tutti erano solito chiamarlo “Caramella”. Le sue fattezze decisamente troppo grandi e animalesche rispetto a quelle di un uomo, avevano fatto nascere nel cuore dei contadini, paura e timore nei suoi confronti e per questo Caramella si sentiva molto solo. Mai nessuno a fargli visita nelle calde giornate estive o nelle gelide notti invernali per condividere del cibo o anche solo una storia o un aneddoto personale. Ma un giorno qualcosa cambiò. Fu un soffio di vento a sospingere un palloncino rosa tra le fronde del grande albero e fu così che la piccola bambina bionda che lo aveva perso dalle dita, decise di inseguirlo lungo la sua rotta fino alla collina. La bambina trovò Caramella poggiato con la schiena sul tronco dell’albero, con gli occhi semichiusi e l’aria un po’ stanca. Il palloncino era troppo in alto per la piccola bambina che ancora non aveva imparato ad arrampicarsi e l’impetuoso soffiare del vento rischiava di farlo volare in alto, verso il cielo, laddove mai qualcuno avrebbe potuto recuperarlo. La bimba fissò il palloncino e la sua mano si protese verso le fronde dell’albero, quasi a volerlo catturare con la forza del pensiero. Caramella si staccò dall’albero e si avvicinò alla bambina, reclinò il capo verso destra e sinistra, intento a scrutarne i dettagli. Poi il suo sguardo si spostò su ciò che la mano della giovane bimba indicava. Senza esitare si arrampicò sull’albero quel poco che bastava per raggiungere il filo cui era legato il palloncino. Scese di nuovo poggiando le sue zampe sull’erba e consegnò il soffice giocattolo alla bimba che, felice come non mai, si lanciò addosso alla figura dell’animale e lo abbracciò. Mai Caramella aveva provato un simile calore. La felicità della bimba contagiò anche l’animale e d’improvviso fu come se tante lucciole si fossero levate dal terreno per danzare intorno al grande albero. Ci fu un immenso bagliore, la luce si diffuse in tutte le valli circostanti e grande fu la meraviglia per ciò che era accaduto: strani e colorati involucri zuccherosi erano nati dalle foglie dell’albero. Il dolce abbraccio tra Caramella e la bambina col palloncino, aveva dato vita al “L’albero delle caramelle”!